Potete toglierci tutto ma non la dignità.

mercoledì 2 dicembre 2009

Punti di vista..........

RAFFADALI: NON E' UN PAESE PER VECCHI?

Ieri ho percorso per la prima volta la tanto agognata Circonvallazione. Era il giorno dell’inaugurazione. Un giorno importante per Raffadali perché finalmente viene consegnata alla cittadinanza un’opera tanto attesa.

Era sera e attraversando quella strada, di ritorno da Palermo, ho scorto la mia città sotto un altro punto di vista. L’oscurità mi ha permesso di vedere solo i punti, le aree illuminate, pertanto ho voluto ripetere l’operazione l’indomani.

In realtà si tratta di una infinità di punti di vista successivi, nessuno per la verità suggestivo, ma ciascuno dei quali (soprattutto quelli sotto la Via Canale) da accesso visivo a nuovi prosceni.

La circonvallazione fa finalmente vedere quanto sia diventato periferia il centro storico. La Via Canale e la Via Sgarano hanno rappresentato la Raffadali dei primi anni del dopoguerra. Da lì sono venuti gli amministratori degli ultimi 40 anni. Un retaggio storico che, anche per la volontà di alcuni dotti lì natii, è stato, volutamente, tranciato. Raffadali è un paese cui sono state divelte le radici e che forse, in tendenza con gli usi agrigentini, ritiene inopportuno ricordare.

Legarsi a qualcosa non universalmente riconosciuto, in epoca di globalizzazione, non porta vantaggi, non è da traino commerciale e turistico appare provinciale. E oramai si fa di tutto pur di non sembrare tali. Ci si sta uniformando sempre più ad un approccio consumistico, di marketing e se il prodotto non tira non lo si valorizza. In realtà si stanno perdendo delle occasioni importanti.

Occasioni per ricucire un tessuto sociale frammentato, una comunità che non ha più luoghi dove riconoscersi, dove incontrarsi, dove dibattere, dove crescere.

La presenza di una nuova infrastruttura appena inaugurata, e di altre in divenire (la caserma ad esempio, l’ex ospizio) non devono e non possono distogliere l’attenzione su ciò che è assente. E non lo è da sempre.

L’utilizzo del Palazzetto dello Sport come sede Comunale ha eliminato, fatti salvi le palestre scolastiche e il Campo Sportivo, l’unico punto di ritrovo di giovani, e perché no, anche di meno giovani che abbiano voluto praticare sport, alternativi al calcio, o semplicemente seguire dei corsi di ginnastica. Si tratta di spazi di aggregazione che non esistono più, così come non esiste più un centro di miscelazione sociale come il Villaggio della Gioventù, vero nucleo di sintesi culturale

Molte volte in campagna elettorali, soprattutto, ci siamo ritrovati a sentire riproposizioni in diverse chiavi sull’utilizzo della struttura. Le ultime tendenze indicano nella concessione a privati la soluzione per garantirne il funzionamento. È indubbio che le finalità del pubblico e del privato non collimano e non starò qui a disquisire sul perché. Quello che bisogna chiedersi è: bisogna, giocoforza, pagare un prezzo per migliorare la qualità della vita di una comunità? Se si, bisogna pagarlo a dei privati o pretendere una giusta suddivisione delle entrate comunali per soddisfare i bisogni di tutti? O ancora: si è disposti a sostenere un surplus di costi, al Comune, pur di permettere l’accesso a tutti? Queste scelte sono ovviamente fortemente politicizzate, e si spera rimangano solo tali.

Di fronte all’assenza ed alla negazione pretestuosa di spazi d’uso comune, come l’Ostello della Gioventù, cristallizzati all’interno di un gioiello ben più grande non si può essere silenti. Come ricorderete richiesi all’allora Vicesindaco Argento, e all’immediato sostituto, l’assegnazione dell’Ostello quale sede permanente della Consulta Giovanile. Lo ritenevo, e lo ritengo, un giusto modo per valorizzare la struttura, un giusto segnale dell’Amministrazione verso i Giovani e nello stesso tempo un modo per restituire alla cittadinanza, tutta, uno spazio fisico, non virtuale, aggregativo. Seppur distante dal centro cittadino l’apertura al pubblico dell’Ostello avrebbe potuto rappresentare l’inizio di una nuova fase amministrativa, una mano tesa ai giovani, un segnale, ripeto, a significare: tocca a voi. Non lo si è voluto, e questo non mi preoccupa, mi hanno preoccupato invece le modalità con cui è stata gestita la vicenda e le evidenti basse stature istituzionali di alcuni amministratori.

Con orgoglio da circa 18 mesi mi ritrovo a presiedere la Consulta Giovanile Comunale. Ripeto con orgoglio perché rappresentare la propria cittadina è un privilegio a qualunque livello.

La Consulta Giovanile nasce come ultimo atto dell’Amministrazione Casalicchio, ad opera dell’allora consigliere comunale Argento, e vede la luce, ad opera dello stesso attore, immediatamente dopo l’insediamento del Sindaco Cuffaro. E’ manifesta, quindi, la volontà non solo di voler creare questa nuova struttura istituzionale ma appare oltremodo chiaro che ad essa si riferirà l’Amministrazione per interfacciarsi con le fasce giovanili di Raffadali.

Ci sono state delle difficoltà, è vero, ed ho avuto la pazienza di attendere. Attendere che questo nuovo Organo venisse digerito negli schemi oramai consolidati (Sindaco, Giunta, Consiglio) dell’Amministrazione, attendere che ci venisse assegnata una sede fisica, attendere che venisse garantita una autonomia minima finanziaria per fare, e non solo pensare, delle iniziative, attendere che insomma quello che mi apprestavo a rappresentare venisse riconosciuto.

Accanto, ed in momenti alterni, ho trovato consiglieri di minoranza e maggioranza, che qui indistintamente ringrazio, lo stesso Sindaco, alcuni Assessori, ma non sono mancati ed in misura ben più corposa gli ostili, i diffidenti e le “penelopi”.

Nel periodo, lungo, di attesa mi sono spesso ritrovato a vedere, come tanti, assegnare, a titolo certamente non gratuito, la quasi totalità delle manifestazioni ludiche e culturali paesane ad una associazione “Raffadali e Bioetica”. Associazione che non aveva, nel 2008, nemmeno i requisiti per essere ammessa in Consulta. Associazione che era presieduta dall’allora Vicepresidente della Consulta Nicola Marro (UDC) di cui è stata nota l’assenza di iniziative culturali, perlomeno nel primo anno di vita della Consulta. Lo stridere di questi due distinti comportamenti non è passato inosservato. Più volte mi sono chiesto come poteva l’Amministrazione chiedere un requisito per accedere, a titolo partecipativo, ad un Organo Istituzionale ed ignorare tale vincolo nell’assegnazione di somme non indifferenti per l’organizzazione di manifestazioni ludiche o culturali. Tutto ciò è rimasto sottaciuto e senza una adeguata risposta. Così come appare incongrua la decisione di non concedere l’Ostello della Gioventù ad un gruppo in cui ci partecipano elementi cui l’Amministrazione ripone estrema fiducia.

Nell’attesa, con i margini di movimento che avevamo, abbiamo comunque, con entusiasmo sempre più scemante, iniziato a riunirci, programmare, pensare, discutere, confrontarci.

Ci mancavano i giusti appoggi dentro la Giunta, ci mancava il giusto sostegno da parte del Vicesindaco Argento, ci mancavano i soldi per bandire il concorso di idee del Logo, i manifesti, la carta riciclata (nella prima seduta ne è stato deliberato l’uso) non mancavano, però, le belle parole.

Solo l’intervento del Sindaco, sotto mia insistita pressione, ha permesso la pubblicazione del bando per il concorso d’idee del Logo. Un bel segnale che non ho dimenticato, rafforzato dalle parole di stima rese dallo stesso al giornalino dell’UDC pubblicato in occasione del 1 maggio 2008 in cui veniva menzionata la Consulta e lodata la attività che il sottoscritto aveva fino a quella data condotto.

Fu invece accantonato un altro Concorso d’idee per la fruizione del Villaggio della Gioventù. La struttura mi fu detto, dal Vicesindaco Argento, è sotto sequestro, vedremo in seguito. Una frase ricorrente a ragion veduta.

In quel primo anno all’unanimità abbiamo provveduto a modificare il Regolamento della Consulta. La presentazione della proposta di modifica del Regolamento è stata susseguente alle numerose richieste da parte dell’ Ass. Argento, nel periodo marzo-giugno 2008, di regimentare in maniera ordinata le nuove richieste di adesione, possibilmente confinandole in un determinato periodo dell’anno. Eravamo finalmente pronti, dopo un notevole periodo rodativo.

I numerosi cambi delle figure assessoriali di riferimento non ci hanno favorito, non solo a noi ovviamente, ed eravamo già alla fine del primo anno. Intanto l’Assessore alle Politiche Giovanili era divenuto l’Avv. Claudio Di Stefano.

Ci apprestiamo alla prima votazione per partecipare alla Consulta, quella dei rappresentanti degli studenti delle scuole superiori (a cui si è dato accesso col nuovo Regolamento). I numeri riscontrati, 122 votanti, ci confortano e ci gratificano dell’attesa. L’Amministrazione, che tanta attenta è alla comunicazione verso l’esterno, ignora un evento altamente significativo in un periodo in cui i più giovani si dichiarano distanti e disinteressati alla politica.

Viene pubblicato il bando per la riapertura delle partecipazioni alla Consulta. Riceviamo circa 30 istanze. Un altro ottimo risultato a riprova dell’attenzione e dell’attesa che c’è verso la Consulta da parte di associazioni e partiti. Si arriva così alla seduta di rinnovo delle cariche col contestuale insediamento dei nuovi componenti.

Vi risparmio i dettagli, a fronte della mia rielezione all’unanimità, con atteggiamenti aggressivi ed evidentemente pretestuosi si è arrivati dopo circa tre ore alla definizione dei nuovi quadri. Mi sono scusato in quell’occasione, con in nuovi componenti tutti, per lo spettacolo indegno a cui avevano assistito. Spettacolo che non avrà una replica e che mi ha avvilito soprattutto in relazione agli sforzi profusi nella apertura della Consulta verso i settori più giovani a cui senz’altro non sarà sfuggita la mia profonda indignazione.

Superata, non senza strascichi, questa situazione ed in attesa perenne dell’assegnazione della sede, decidiamo di fare una iniziativa che compendi al proprio interno tutte le attività della Consulta nel primo anno. Maggio era alle porte e caratterizzare la prima iniziativa pubblica nella memoria di Giovanni Falcone è sembrato naturale e doveroso. Invito il Presidente della Commissione Antimafia all’ARS On. Speziale, intervengono il Sindaco, Il Presidente del Consiglio, l’Assessore Di Stefano, il Direttore Didattico della Scuola Garibaldi. La Dott. Graziella Rizzo provvede ad invitare tutti i rappresentanti politici ed istituzionali gravitanti su Raffadali, fa da cornice canora il Gruppo di Garibaldini.

Seppur nel ricordo, triste di quell’evento, la giornata è servita a promuovere l’uso della Villa Saetta e Livatino per le manifestazioni, a pubblicamente premiare il Vincitore del Concorso d’idee per il Logo della Consulta, Arch. Fabrizio Sciarratta, e a conclusione, perché il ricordo di quell’evento permanga, a piantumare l’Albero di Falcone all’interno di una delle aiuole. Quest’ultima attività è stata possibile grazie alla disponibilità, in toto, dell’Assessore Iacono Manno. Per l’occasione il Sindaco annuncia di voler tenere per sé la delega alle Politiche Giovanili, su mia proposta, date le repentine successioni che tale delega ha subito con le conseguente decelerazioni nell’azione politica, e seppur informalmente s’impegna a sostenere un emendamento al Bilancio per la costituzione di un apposito capitolo di spesa: Spese per il funzionamento della Consulta.

A giugno ‘09 mi ritrovo fra gli intervenuti al Consiglio Comunale Straordinario con tema “il Piano Strategico”. Devo sinceramente ammettere, come feci in quella sede, che l’argomento mi era nuovo, e che mi sono dovuto documentare per capire quale fosse lo spirito di un Piano Strategico e che significato avesse proporlo a Raffadali.

Nel mio intervento, che molto sinteticamente il Prof. Trapani riassume nella reportistica di progetto, ho voluto sottolineare (per rendere agevole la discussione alle presenze in aula) che il PS è uno strumento volontario, non cogente, e come tale prevede il raggiungimento di obiettivi che siano condivisi da Amministrazione e Cittadini. Ho voluto rimarcare l’assenza non solo di questo passaggio fondamentale, ma e soprattutto direi, della programmazione in chiave identitaria del Paese Raffadali. Pensate che nella brochure ad identificare il Comune di Raffadali, in una delle foto che ritraevano il simbolo di ogni cittadina aderente al progetto, vi era l’impianto di fitodepurazione sito al Villaggio della Gioventù. Che voi sappiate l’impianto di fitodepurazione, nel rispetto dell’opera e di chi vi opera, è rappresentativo dell’intera cittadina? Il Castello Chiaramontano di Favara, le Maccalubbe di Aragona, il Castello dei Colonna di Joppolo e l’impianto di fitodepurazione di C/da Beddie.

Di chi è la responsabilità se non esiste un luogo, parimenti alle cittadine vicinore, condiviso e capace di rappresentare per immagine la nostra Città?

Ovviamente il Comune Capofila del progetto PS è Favara, non a caso l’unico Comune ad aver avviato un percorso di condivisione della programmazione con i cittadini (di tutte le fasce d’età) con il progetto “Agorà dei diritti”. L’unico quindi a conoscere e aver determinato i propri obiettivi strategici e ad averli condivisi con percorsi democratici, non solo elettorali. Rilevo inoltre che, e sono state le mie prime parole al Prof. Tomaselli prima dell’intervento, dovendosi necessariamente attuare un percorso di condivisione dei contenuti del Piano Strategico e dovendosi questo concludere entro il 31/12/2009 si era già in ritardo.

L’intervento è stato apprezzato, perlomeno questi sono i feedback ricevuti, e ovviamente ancor di più dal Sindaco di Favara, Russello.

L’assenza di dibattiti interni alla cittadina e spazi di confronto tanto nella comunità giovanile quanto nella comunità tutta è stata interrota nel periodo settembre 2009 da una serie di manifesti di critica nei confronti dell’Amministrazione e ad una quantomeno singolare risposta.

La questione sarebbe di interesse marginale se i manifesti in questione non portassero in calce le firme di aggregazioni politiche aderenti alla Consulta.

In particolare credo sia stata di difficile interpetrazione, per tutta la cittadinanza,il manifesto recante le seguenti parole “ VI MANCA U PILU PI ESSIRI SCECCHI”.

Agli autori, o comunque ai rappresentanti dell’UDC in seno alla Consulta, verrà data l’opportunità di fugare i dubbi interpretativi e di disquisire sull’argomento in sede Assembleare dando i giusti caratteri a frasi che oggettivamente non contribuiscono né a stemperare i toni ne ad elevare, in senso estetico e contenutale, la dialettica ed il confronto politico.

E’ di epoca più recente l’apertura della vecchia, storica sede Comunale dopo i lavori di ristrutturazione.

Dal Sindaco, e dai suoi succedanei, ci è stato più volte detto che, non potendosi ottenere accesso all’Ostello della Gioventù, non appena il Palazzo di Città veniva riconsegnato la Consulta avrebbe avuto la Sede in uno dei locali ivi disponibili.

Devo necessariamente rilevare che nessuna comunicazione, come del resto in altre occasioni, ho ricevuto dal Sindaco e che soltanto le mie insistite e frequenti telefonate hanno sollecitato lo stesso nel rispetto delle disponibilità più volte enunciate.

In attesa di una giusta risposta ho provveduto a ripresentare richiesta di assegnazione della sede.

Mi ha però colpito la scelta, non so quanto provvisoria, di assegnare all'ufficio tributi i locali della vecchia biblioteca e che nell'intento dell'amministrazione questa è stata allocata nel piano seminterrato.

Pur parlando essenzialmente di segnali, le posizioni e le scelte, sembrano coerenti con le asfittiche risorse e gli sforzi profusi dall'Amministrazione verso la cultura.

Non di meno avere come biglietto da visita, front office, l'Ufficio Tributi può dare la giusta misura del rigore che attraversano le casse comunali.

Ritornando alla Consulta, vorrei far presente, come ho già fatto, al Signor Sindaco che la stessa è stata fortemente voluta dalla Sua Amministrazione che si è impegnata a garantire, mezzi, strumenti e personale per il funzionamento.

Vorrei inoltre ricordarLe che:

  1. i segnali provenienti dalla Sua Amministrazione, ritardi, rinvii, mancata individuazione e tempestiva assegnazione di mezzi, strumenti e sede, non possono essere più tollerati, intendendo con questo ricordarLe in capo a chi ricadono responsabilità e impegni assunti;
  2. semmai attraverso la Consulta si fossero volute, per così dire, aprire le porte del Comune ai giovani e avvicinare gli stessi al mondo della politica e delle istituzioni, i segnali provenienti dalla Sua Amministrazione palesano inefficienze, inaffidabilità e in sintesi si mostrano inadatti all'obiettivo che mediante l'istituzione della Consulta si intende perseguire;
  3. l'atteggiamento ostruzionistico tenuto, in talune circostanze dai propri succedanei, non trova motivata giustificazione stante che è stata la Sua Amministrazione a volere creare la Consulta;
  4. la dialettica ed il dibattito anche fra comparti istituzionali adiacenti, ma distinti, può solo giovare all'arricchimento democratico dei giovani così come è necessario, parimenti, il rispetto dei ruoli e che queste buone prassi, quando consolidate, diventano patrimonio dell'intera cittadinanza.

In ultima analisi, vorrei ricordare al Signor Sindaco, il quale comunque credo ne abbia coscienza, che non è sufficiente creare qualcosa se poi non se ne sostiene in maniera adeguata e forte l'azione.

Conscio delle difficoltà, socio economiche e finanziarie cui versa il nostro Comune evidenziate anche da azioni disdicevoli e poco ricordate, come l'incendio al Teatro del Villaggio della Gioventù o ancora gli atti vandalici al monumento dedicato al Prof. Nino Cuffaro, offro la più ampia disponibilità affinché quel che rimane del patrimonio culturale del Paese non venga depauperato o disperso.

Ed in questo chiedo il contributo non solo alle Associazioni ed ai Partiti che rappresento, ma, e soprattutto, a tutte le personalità politiche ed istituzionali che Raffadali esprime.

Ai consiglieri provinciali, ai deputati, che a Raffadali fanno riferimento pongo la questione.

Non mi attendo delle risposte risolutive ad ognuno dei problemi, in tempo breve, ma il solo fatto di discutere attorno ad un comune tavolo, fuori dagli steccati politici, può sicuramente agevolare e facilitare, in tutti i sensi, la crescita della nostra Comunità e Cittadina.

La presenza, ad esempio, del Sindaco Cuffaro nel Consiglio di Amministrazione dell'ATOGESA AG2 non può che essere salutata con augurio. Ancor più se accompagnata dalla presenza nella Giunta Provinciale dal Dott. Luigi Argento.

E' ancora vivo, infatti, il ricordo della manifestazione del settembre 2008 con oltre 1000 persone a protestare contro il caro rifiuti.

A Voi si chiede di essere garanti della trasparenza, vigilando opportunamente e se necessario ricorrendo alla denunzia politica ed oltre, sulle tanto discusse facili assunzioni, sugli aumenti sproporzionati o su qualunque fatto di pubblica rilevanza.

Questi, uniti a quanto sopra menzionato, sono alcuni dei segnali attesi dai giovani.




IL PRESIDENTE DELLA CONSULTA GIOVANILE

ING. JOSE’ MASSIMILIANO GALLETTO

martedì 24 novembre 2009

Giovedì 26 Novembre ore 20:30 Aula Consiliare.







Giovedì ci sarà Consiglio Comunale sulle proposte avanzate dai Giovani Editori Locali...Officina Democratica e Ad Est.
Il dibattito sulle proposte inizierà alle ore 20:00 in lista come primo punto all'ordine del giorno.

Tra i vari punti la petizione impegna la Giunta ed il consiglio comunale ad effettuare:
una programmazione mirata al totale abbattimento delle barriere architettoniche nelle strutture pubbliche, nelle scuole, negli uffici comunali;
ad istituire una navetta che garantisca ai portatori di handicap, o ai cittadini affetti da disabilità motoria, la fruizione del mercato settimanale e della messa domenicale;
A rendere più corposi gli stanziamenti per l’assistenza agli anziani e ai bisognosi nel prossimo bilancio.
Il consiglio comunale deve dare un atto d’indirizzo e d’impegno nei confronti delle fasce più deboli di Raffadali.
Ad Est e Officina democratica hanno svolto il loro compito di pungolo, ora tocca ai consiglieri comunali rendere effettive le proposte avanzate per un miglioramento collettivo e soprattutto delle fasce più deboli.
E’ gradita la partecipazione di tutti gli associati, di tutti i firmatari e di coloro che volessero far parte per la difesa dei bisogni che la comunità necessita.

La Vostra voce la Nostra voce.
Cordialmente Gianfranco Galvano.

martedì 17 novembre 2009

I Giovani Editori Locali.

Officina Democratica ed Ad Est.

I giovani editori Locali
“ U sapiti chi dissi Minicheddru Nasca? Cu avi chiuriteddru n'culu si lu raspa.”

Bisogna esprimere con rammarico una nota di dispiacere per un’amministrazione incompetente e che guarda solamente al proprio egoismo. Tralasciando tanto lavoro, impegno e voglia di migliorare astenendosi al voto.
Nella nota colta su Agrigento notizie più la leggo e più non riesco a convincermi se si può arrivare a tale punto. Quello che vi è di certo e che l’amministrazione comunale si astiene dal voto ma non per le spiegazioni elencate ma solamente perché non poteva essere approvato un regolamento sulla trasparenza proposto da GIOVANI EDITORI LOCALI per lo più con colori politici ben diversi dagli amministratori stessi.
Dobbiamo pure dire che la Trasparenza Amministrativa è legge quindi deve essere attuata con o senza il loro voto.
Chiariamo un po le idee che i Giovani Editori locali hanno nome e cognome e che appartengono a due Associazioni che lavorano per migliorare il mondo giovanile creando luoghi d’incontro e di cultura, proprio CULTURA facendone un bene comune e colgo l’occasione a chiunque vorrebbe poter esprimere le proprie idee a venirne a far parte. Dove gli ideali sono i Nostri e non di persone con nome e cognome. Agiamo liberamente secondo i nostri impulsi senza sotto dettatura per interessi comuni e non personali. Ci presentiamo all’amministrazione comunale: Ad Est ed Officina Democratica che bisogna proprio mancare di conoscenza quindi essere ignoranti a chiamarci come GIOVANI EDITORI LOCALI, significa che chi governa non è abbastanza radicato sul territorio per conoscerne i pregi ed i difetti.
Poi una considerazione personale: Credo che chi come Noi presenta istanza al Comune per cambiare un regolamento ed adattarlo alle norme vigenti può essere solo motivo di orgoglio e non di polemica.
Quindi il tutto doveva essere svolto nei tempi previsti dalla Legge per la convocazione del Consiglio Comunale per discutere e non dopo sei mesi, Il consiglio Comunale è stato fatto perché messi alle strette e non di propria iniziativa collaborativa tra Ente e Cittadini.
Poi vorrei entrare un pò in merito al comunicato stampa fatto dal' Mpa Raffadalese che appoggia le proposte delle due Associazioni, ma che in seduta consiliare si astiene dal voto. Ma a che gioco giochiamo????????

Coerenza Amministrativa...........

Due associazioni promotrici
Ad Est e Officina democratica

Trecento
i cittadini aderenti

6 mesi
Per approdare in consiglio comunale

1 voto favorevole
Aldo Virone

10 astenuti
Giovanna Vinti, Giovanni Pedalino, Angelo Farruggia, Giuseppe Plano, Giuseppe Gattarello, Cettina Lo Presti, Gaspare La Porta, Salvatore Alaimo, Giovanna Galvano, Maria Randisi

9 assenti
Adone Randisi, Vanessa Galvano, Giovanni Mangione, Salvatore Galvano, Claudio Di Stefano, Salvatore Salemi, Salvatore D’Anna, Michelangelo Terrazzino, Maria Concetta Casalicchio

0 Gli atti d’indirizzo dei consiglieri verso la giunta per chiederne il miglioramento e l’attuazione

Un fatto

Il Consiglio comunale
Boccia
Il Regolamento per la
TRASPARENZA AMMINISTRATIVA

venerdì 25 settembre 2009

"Giovani Democratici Raffadali" Sez S.D.Benedetto.


IL GRANDE BLUFF

Guardando il nostro “pilu” crescere, le nostre orecchie spiccare verso l’alto e le nostre dita diventare zoccoli ogni tanto pensiamo…. .
Pensiamo …. che il sindaco Cuffaro, sparito il fratello dalla scena politica siciliana, si trova a piagnucolare col berretto in mano dietro la porta del potente di turno per avere i trasferimenti che gli servirebbero per pagare i precari assunti dal comune. Mai era capitato nella storia di Raffadali che i dipendenti rimanessero senza stipendio! Siamo certi che le dichiarazioni del Sindaco, pubblicate sulla stampa, siano più un modo per “pararsi il colpo” che una reale presa di posizione amministrativa.
Pensiamo … che, sei mesi, fa l’Assessorato territorio e ambiente ha ordinato la rielaborazione totale del PRG e che il sindaco ha detto che avrebbe presto dato l’incarico ad un illustre professore universitario. Sono passati sette mesi ed ancora tutto tace! Cosa vogliamo fare del nostro territorio?
Pensiamo … con la “scarsizza” che c’e perché il sindaco continua a spendere 600,00 € al mese per un fantomatico consulente per la comunicazione? E se invece riparassimo qualche strada?
Pensiamo … che è stato costruito un centro comunale per la raccolta differenziata, terminato da almeno un anno e che è ancora chiuso!
Pensiamo … che la facciata della chiesa madre sta cadendo a pezzi e che non c’è verso di sistemarla!
Pensiamo … che al villaggio della gioventù c’era un bellissimo parco giochi che è stato smontato per farci una fantomatica piscina e che oggi non esiste ne parco ne piscina!
Pensiamo … che abbiamo presentato tre emendamenti al bilancio per dare l’integrazione ad alcuni precari estremamente utili alle casse comunali e che la cosa non è stata nemmeno presa in considerazione!
Pensiamo … che il territorio è lasciato allo sbando e vediamo che si possono scaricare ovunque ogni sorta di oggetti senza che vi sia una seria repressione!
Abbiamo assistito ad un’estate raffadalese in mezzo ai cassonetti colmi di immondizia senza che nessuno si preoccupasse della salute dei cittadini! Siamo però felici perché avremo tutti la Save Card che non ci farà risparmiare una euro, ma raccoglierà i soldi per la Girgenti Acque s.p.a, per la Ge.sa. ag2 s.p.a. e qualche briciola di ICI visto che il sommo Berlusca ci ha tolto la principale fonte di introiti per il comune.
N.B. Le persone normali non pagavano ICI da tempo, lui l’ha semplicemente tolta ai ricchi ed anche a se stesso!!

sabato 19 settembre 2009

L'Estate Raffadalese continua...........







I Giovani dell’ UDC presentano la commedia.




“ Vi manca lu pilu pi essiri scecchi”
(Ma l’estate Raffadalese non si era conclusa?)

Capisco la vostra preparazione, potevate semplicemente presentarla prima.
Dopo un pò di tempo visto che le risposte non arrivavano perché la domanda era seria in un discorso politico che tutelava l’ intera cittadinanza dallo sperpero di denaro pubblico fatto dall’ Amministrazione Comunale a danno dei contribuenti.
Ci pensano i Giovani dell’Udc Raffadalese a dare una risposta seria e concreta ai temi affrontati sia Dal Pd che dalla Società Raffadalese.
E’ la prima volta in assoluto che a un discorso politico con tutte le sue fondamenta ben radicate con punti seri trattati spunta un manifesto che sembra il titolo del film della loro vita.
I Giovani dell’ Udc?
Dove sono i contenuti?
Ci complimentiamo noi cittadini raffadalesi perché le Vostre risposte sono esaurienti e complete in tutte le sue sfaccettature.
Un commento dei cittadini: Ma chi minchia veni a diri?
Ma l’Amministrazione non era in grado di rispondere come ha fatto l’ultima volta a spese del contribuente affiggendo manifesti fatti a spese del Comune invece di rispondere da partito?
Un’ Amministrazione che non sa dare risposte ai cittadini che Amministrazione è?
Voi Giovani dell’ Udc chi siete? “Anonimi” o Giuseppe , Vincenzo oppure qualsiasi altro nome che non indicizzi nessuno in particolare?




Bonu tempu e malu tempu, un dura tuttu un tempu. Gianfranco Galvano.

giovedì 17 settembre 2009

Cordoglio.

Questo blog si associa alle dichiarazioni di cordoglio alle famiglie dei militari uccisi in Afghanistan.


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sabato 12 settembre 2009

Sez "Cesare Sessa " Raffadali.

SENZA “RUSSURA”!

L’amministrazione comunale nel tentativo di giustificare l’insana operazione politico-clientelare compiuta adduce fragili giustificazioni che rendono ancora più evidenti le proprie gravi responsabilità.Amministrando in modo incapace hanno sforato il patto di stabilità facendo perdere al comune 100.000,00 euro di trasferimenti statali e condotto il comune in una situazione di pesante indebitamento.Nonostante la disastrosa situazione economica hanno sottoposto il comune ad un’ulteriore spesa di migliaia di euro per pagare il nuovo dirigente dell’ufficio di Ragioneria.Scandaloso ed irresponsabile!Ed hanno la faccia tosta di dire che tale vergognosa operazione è stata compiuta per il bene del comune di Raffadali!.L’amministrazione afferma che a Raffadali i consiglieri non percepiscono il gettone di presenza, omettendo di dire che questa è stata una decisione adottata responsabilmente dall’intero consiglio e non una scelta della Giunta.Il sindaco e la sua amministrazione, vista la gravità della situazione, decidano di rinunciare alla propria indennità di carica!Così facendo e senza costi, nomini pure tutti gli assessori investendo persone capaci ed oneste, disposte ad impegnarsi senza lucro per il bene di Raffadali. Persone che sappiano fare meglio degli attuali amministratori che hanno prodotto i danni economici da essi stessi dichiarati.Il fatto vero è che per il sindaco Cuffaro, la nomina o la mancata nomina di assessori, la nomina o la revoca di dirigenti, così come la nomina del difensore civico, ed ogni atto amministrativo è frutto di calcoli politici, di contrattazione di potere, serve solo a soddisfare interessi di parte e miseri equilibri interni.L’annuncio della non sostituzione dell’assessore. più che un atto di parsimonia, ha il sapore di un messaggio interno alla maggioranza ed ai tanti “aspiranti assessori”.Vogliono far intendere che gli assessori non vengono nominati per risparmiare!Ma veramente il sindaco ritiene che i raffadalesi siano tanto fessi da credergli!La verità è che nulla viene fatto nell’interesse collettivo!L’amministrazione anziché fare manifesti, che ci auguriamo non paghi il comune, si adoperi per risolvere le tante gravi emergenze: Chiesa Madre, Piano Regolatore Generale, viabilità, pulizia del paese, carenza idrica, bisogno di cultura e di luoghi di socializzazione, progetti di sviluppo, valorizzazione delle risorse umane e del personale comunale.Questo fa una sana amministrazione, non bassa clientela alla ricerca di precari equilibri di potere.Partito DemocraticoSez.” Cesare Sessa” Raffadali

domenica 23 agosto 2009

Don Raffaè!!!!!!!!!!!!!!! Cos'è???????

Soldi pubblici ai governati. E al governatore
Salvatore Cuffaro, presidente della Regione Siciliana, ha come partner in una società turistica Sviluppo Italia
Chissà se Joseph Hopps, pioniere degli importatori di Marsala a Londra fra la fine del Settecento e l' inizio dell' Ottocento, avrebbe mai immaginato che un giorno i suoi pronipoti sarebbero stati soci in affari addirittura del governatore della Sicilia. E persino dello Stato italiano. Eppure è esattamente quanto è avvenuto due secoli dopo. Fabio e Giacomo Hopps, viticoltori siciliani ormai da generazioni, proprietari insieme al fratello Giovanni di Baglio Hopps, 110 ettari coltivati a Marsala, sono da ormai quattro anni in società con i tre fratelli Cuffaro, originari di Raffadali, in provincia di Agrigento. Il primo è Salvatore detto Totò. Il secondo è Giuseppe, titolare di servizi di autolinee. Il terzo e più piccolo dei tre si chiama Silvio Marcello Maria, è dipendente della Regione (assessorato agli Enti locali) e da poco è stato chiamato da Salvatore nella propria segreteria particolare. Perché Totò, a cui hanno affibbiato l' affettuoso soprannome, da lui pubblicamente gradito, «Zì vasa vasa» («Zio bacia bacia»), è nientemeno che il presidente della giunta regionale siciliana di centrodestra. Quando, unitamente ai suoi fratelli, è diventato socio dei proprietari terrieri produttori di Marsala, era invece soltanto assessore all' agricoltura. Gli Hopps e i Cuffaro possiedono due società, costituite lo stesso giorno: il 27 gennaio del 1999. Sono la H & C and Sons (acronimo che sta evidentemente per Hopps & Cuffaro e figli), che gestisce l' hotel Capo Rossello a Realmonte, in provincia di Agrigento, e la Raphael Srl, che al pari della H & C and Sons ha come oggetto sociale l' attività turistica ed è titolare di un albergo, stavolta però a Palermo. In base all' ultimo elenco soci di questa impresa, i due fratelli Hopps detengono il 26,6% delle azioni. I tre fratelli Cuffaro il 27,6%, diviso in parti uguali: ossia, il 9,2% ciascuno. E il resto? E' nelle mani di Sviluppo Italia, la società del Tesoro che ha come scopo sociale, fra l' altro, quello di finanziare le attività imprenditoriali meridionali. Anche nel turismo, settore che sta particolarmente a cuore al governatore della Sicilia, per ragioni istituzionali oltre che personali. Non più tardi del 23 settembre scorso Totò Cuffaro, in questo caso nelle vesti di presidente della Regione, ha siglato proprio con Sviluppo Italia un accordo per la valorizzazione dei porti turistici dell' isola. Il sodalizio con la società pubblica risale all' aprile del 2000, quando venne stipulato un accordo fra Itainvest Sicilia, società controllata da Itainvest (ex Gepi), che all' epoca dei fatti stava per essere incorporata in Sviluppo Italia, i fratelli Hopps e i fratelli Cuffaro. Obiettivo, c' era scritto nell' intesa, «la ristrutturazione di un immobile sito in Palermo» per adibirlo ad albergo «affiliato alla catena Pregiohotel» e successivamente gestirlo. Un' operazione da 6 miliardi e 642 milioni di lire, garantiti in parte rilevante da Sviluppo Italia. Ma anche dal ministero dell' Industria, che aveva già concesso alla società di Hopps e Cuffaro un contributo di 2 miliardi e 50 milioni a valere sui fondi della legge 488 del 1992. Il capitale della Raphael venne portato prima da 20 milioni di lire a 1,8 miliardi. Itainvest Sicilia sborsò subito 824 milioni, rilevando appunto il 45,7% delle azioni. Successivamente il capitale fu ancora aumentato a 2 milioni e 150 mila euro. Era infine previsto che Sviluppo Italia avrebbe potuto esercitare un «put», cioè un diritto a vendere agli altri soci, fra il primo maggio e il 30 settembre 2007. Anche se l' attuale amministratore delegato Massimo Caputi ha già precisato che la società pubblica cercherà di accelerare al massimo il disimpegno dalle imprese considerate «non strategiche». E non sarebbe la prima volta. Qualche tempo fa, per esempio, Sviluppo Italia è uscita dal capitale della società che insieme a Francesco Bellavista Caltagirone aveva rilevato gli alberghi del Banco di Sicilia. «Con una plusvalenza - sottolinea Caputi - dell' 82%». L' accordo fu firmato dall' allora amministratore delegato di Sviluppo Italia con delega per le partecipazioni, cioè Dario Cossutta, manager di formazione bancaria, incidentalmente figlio del presidente dei Comunisti italiani Armando Cossutta. Nel verbale del consiglio di amministrazione del 10 aprile 2000 si parla dell' operazione di ingresso nel capitale della società alberghiera che avrebbe comportato, c' è scritto, «un investimento di circa 7 miliardi», ma non c' è alcun riferimento al nome dei soci e all' eventuale ruolo istituzionale di qualcuno di loro. Senza però, è bene precisare, che questa possa essere considerata un' omissione, dato che nella maggior parte dei casi l' esposizione delle singole iniziative di partnership con i privati veniva fatta in modo molto sintetico. Anche se, in questo caso, qualche particolare in più sarebbe forse stato doveroso. C' è da dire che Totò «vasa vasa» Cuffaro, di professione medico, non è mai comparso attivamente nell' operazione. Alla stipula dell' accordo con Sviluppo Italia ha delegato per proprio conto il fratello Silvio. Ed è l' altro fratello Giuseppe, presidente del consiglio di amministrazione della Raphael, che in assemblea rappresenta sia il presidente della Regione che Silvio. Del resto Giuseppe, classe 1960, presidente della società Raphael, è la vera mente imprenditoriale dei Cuffaro e ha in mano il piccolo impero dell' autonoleggio fondato dalla sua famiglia. Innanzitutto la Cuffaro Tours, agenzia di noleggio pullman che ha prestato recentemente servizio (al prezzo di 80 euro a persona per andata e ritorno da Palermo) per gli ospiti dell' annuale riunione del Forex che stavolta si è tenuta ad Agrigento, il regno di Totò. E poi Mediterranea Touring, Cefalù Autoservizi, Gamma Bus, Erana Autostrasporti Carburanti. Fra le società che fanno capo a Giuseppe Cuffaro ci sono la Eco Protection, di cui è azionista anche Silvio, e la O. M. Ag., Officine Meccaniche Agrigentine, impresa che un anno fa il ministero delle Attività produttive ha considerato idonea alla concessione di un contributo della legge 488 di un milione 453 mila euro. Nel piccolo impero dei Cuffaro non poteva poi mancare una finanziaria. Ha sede a Brescia ed è stata battezzata Fin. Co. (Financial consulting). Silvio ne è azionista al 50%.
Sergio Rizzo
Rizzo Sergio
Pagina 4(10 febbraio 2003)

La premiata ditta Totò & Raffaele.


La premiata ditta Totò & Raffaele rivali in politica ma soci in un hotel
La Regione detiene quote della srl dei Cuffaro. E non le cede. C'era l'accordo per la vendita ma dal notaio non si è presentato nessun funzionario
di Emanuele Lauria
Raffaele Lombardo e Salvatore Cuffaro
Difficili gli affari fra Salvatore Cuffaro e la "sua" Regione. Difficili, da quando è stato costretto ad accomiatarsi da Palazzo d´Orleans.Da quando, al suo posto, si è andato a sedere Raffaele Lombardo. Perché Totò & Raffaele, se non sono più amici, sono ancora soci. Soci litigiosi. Partner in un´azienda, la Raphael, che gestisce il grand hotel Federico II a Palermo. L´ex governatore, da oltre un anno, tenta invano di acquistare la quota detenuta dal nuovo governatore nella qualità di legale rappresentante della Regione. E fino a oggi non è riuscito nell´impresa. Finalmente c´è una schiarita, una carta che dice che da di qui a un paio di mesi l´operazione, probabilmente, si compierà davanti a un notaio. Ma Cuffaro è prudente. Come i suoi due fratelli, Giuseppe e Silvio, che partecipano alla quota di maggioranza del Raphael.Le beffe, d´altronde, finora sono state molte. La Raphael è una società costituita nel 1999 dai Cuffaro e dai fratelli Fabio e Giacomo Hopps, eredi di una storica famiglia di imprenditori marsalesi. Sono loro a gestire, nella fase iniziale, l´albergo a cinque stelle nel centro di Palermo, con una robusta mano pubblica: della Raphael, dal 2000, fa parte anche Sviluppo Italia, controllata dal Tesoro, che acquisisce il 46 per cento delle quote azionarie. Gli Hopps, nell´ottobre del 2007, cedono la loro fetta, e i Cuffaro diventano azionisti di maggioranza con il 54,36 per cento della società: più o meno il 18 per cento a testa. Ma nel frattempo Sviluppo Italia viene sciolta e così il 9 aprile 2008, proprio alla vigilia delle elezioni, il suo capitale - 425 mila euro - passa nelle mani della Regione. Salvatore Cuffaro diventa socio dell´ente che aveva amministrato per otto anni e che aveva dovuto lasciare per via di una condanna e di un vassoio di cannoli. Diventa compare, anche in affari, di Raffaele Lombardo che intanto - con il suo appoggio - viene eletto nuovo presidente.

Ma comincia proprio in quelle settimane un braccio di ferro privato e occulto, che fa da sfondo alla palese rottura dei rapporti politici fra i due allievi di Calogero Mannino. Perché la Regione deve cedere la quota ereditata da Sviluppo Italia, così come previsto in un accordo con il ministero dell´Economia. Ma la vendita tarda. Lombardo non spinge, il senatore dell´Udc attende con qualche insofferenza l´atto che renderebbe la famiglia Cuffaro unica proprietaria della società. Il clima diventa teso a metà dicembre, quando i tre fratelli Cuffaro si presentano dal notaio, a Palermo, per chiudere finalmente l´accordo. Ma all´appuntamento non va nessun esponente della Regione: né il ragioniere generale Enzo Emanuele né altri funzionari. Il leader dell´Mpa ha fatto sapere ai dirigenti del Bilancio che vuole vederci chiaro prima di dare il via libera, che non intende essere trascinato dentro una vicenda, quella del Raphael, già oggetto di attenzione da parte della stampa. «Presidente, tanto sui giornali ci finiamo in ogni caso, che firmiamo o meno», fa notare a Lombardo uno stretto collaboratore in quelle ore. Niente. C´è un primo rinvio. La Regione non offre traccia di sé neppure a un secondo appuntamento con il notaio fissato sempre alla vigilia di Natale. Cuffaro perde le staffe e si sfoga al telefono con i dirigenti regionali a lui vicini, che non sono pochi. Parte per le ferie con un diavolo per capello. Si deteriora ancora di più un rapporto già segnato dal clamoroso sgarbo dell´esclusione dalla giunta, da parte di Lombardo, di Nino Dina, fedelissimo di Totò.Bisogna arrivare all´estate 2009 per registrare una nuova puntata della telenovela. Della vicenda Raphael si prende carico il nuovo assessore alla presidenza, l´avvocato Gaetano Armao. Ma ci sono ulteriori rinvii: uno, due, tre. Gli assegni sono pronti, la conclusione dell´affare non arriva. Finché non viene delegata una dirigente dell´assessorato al Bilancio, Filippa Maria Palagonia, che firma un accordo con i fratelli Cuffaro: l´oggetto è, appunto, il passaggio delle quote, ma è subordinato alla certificazione del bilancio della società che nel 2006 aveva una perdita di esercizio di 242.499 euro. Entro due mesi dovrebbe essere fissato il prezzo della compravendita e dovrebbe arrivare finalmente la firma del notaio.
Giuseppe Cuffaro, il fratello del senatore che è anche presidente della Raphael, si mantiene cauto: «Speriamo di essere veramente all´epilogo di questa storia. C´è un´intesa, dobbiamo tornare dal notaio. Non capiamo, onestamente, perché la Regione abbia perso tutto questo tempo, visto che è un suo interesse, oltre che un obbligo, vendere. I rapporti fra Totò e il presidente non sono dei migliori, lo sanno tutti, ma perché arrivare sino a questo punto?». Già, perché?
(22 agosto 2009)

Libera informazione............


mercoledì 12 agosto 2009

La Mafia nuoce gravemente alla salute!!!!!!!!!!!!!!!!


Prima cade poi è tutta una menzogna, si continua come sempre a non dare spazio alla verità ma a come essere ancor maggiormente visibili. Da come avete capito stiamo parlando della Struttura Ospedaliera del S.Giovanni di Dio. I Nostri bene amati Politici non si schiereranno mai dalla parte dei cittadini ma continueranno sempre a giocare a loro favore a prescindere dal colore politico che sia di destra o di sinistra, penso che ormai nella nostra ignoranza abbiamo capito che quello di destra impiega quello di sinistra e viceversa. Tutti fanno battaglie per la legalità e poi i primi a trasgredire sono loro che si macchiano delle stesse macchie. Ritornando alla vicenda Ospedale mi chiedo e vi chiedo ma secondo Voi tutto questo interessamento a mantenere una struttura cadente all’ impiedi da cosa da cosa è dato? Secondo me spiegazione logica del tutto sta non nell’ assicurare degenza all’ ammalato ma a mantenere posti di lavoro che se no andrebbero persi. Poi importa niente se con un lieve sisma ci sarebbero dei morti, tanto la responsabilità resterà sempre la nostra che ci andiamo a ricoverare. Il mio culo non è disposto più ad accettare intrusioni, non voglio pagare io tutte le disfatte politiche ma assicurarmi che i responsabili paghino(che bella stronzata che ho scritto, PAGHINO). La scorsa settimana è stata indetta una manifestazione da parte dei Sindacati che doveva coinvolgere tutta la Provincia ma come si legge nei dati delle presenze eravamo poco più di duemila persone, tutti gli altri dove erano? Forse erano succubi dei loro stessi sbagli o quella manifestazione era una stronzata? Io ero presente sembrava una sfilata carnevalesca con i sindaci con le loro fasce tricolore ondeggiavano tra la gente e dire io non c’entro niente sono con Voi, allo stesso modo i nostri rappresentanti della Regione ed al Parlamento Romano che si sono serviti della gente che manifestava per la loro passarella televisiva, dicendo che l’ospedale non sa da chiudere perché ogni impiegato e loro rappresentante. Ma quando ci stancheremo di andare sempre dietro di loro sarà sempre più tardi, ci tengono segregati nella miseria perché il povero avrà sempre più bisogno di loro, come dicevo in un vecchio Post noi siamo numeri e non persone ficcatevelo in testa. Le nostre capacità muoiono di fronte ad una competizione elettorale e facendoci bene i conti siamo numeri. A tutti quei cittadini che non si sentono rappresentati uniamoci facciamoci movimento di noi stessi senza essere servi e padroni ma capaci di progettare lo sviluppo culturale che ci permetterà di reincarnarci in persone e non in tabulati numerici. Pensate che la Mafia sia qualcos’altro? Ogni loro favore corrisponde ad un nostro debito. Cordialmente Gianfranco Galvano.